Ottobre 2006 Archives

Ieri per smaltire un po' di calorie in eccesso ho indossato gli scarponi da montagna e mi sono avviato verso l'altissima vetta del monte Jouf che domina Maniago, la Città dei Coltelli.
Vista la bella giornata, mi sono detto... perchè non portarmi dietro la macchina fotografica così posso immortalare qualche cinghiale inferocito che cerca di caricarmi? Detto fatto! E la mia Konica Minolta è stata riposta con cura nello zaino accanto alla bottiglia di cabernet.. sto scherzando! era una semplice bottiglia d'acqua naturale! Anche se so che molti di voi non ci crederanno.. (con alcuni intendo el Moretz)
Ovviamente non poteva mancare l'inghippo al fotografo provetto! Dopo qualche scatto ecco che le batterie del potente mezo mi abbandonano..quando la sfiga si mette non c'è niente da fare!

Vi ripoto i pochi scatti fatti, alcune immagine scattate dal Clap del Pater Noster ritraenti la fiorente cittadina prodiana, denominata Maniago.

Le immagini scorrono sul paese da sinistra a destra.

Due persone, Brooke, mercante d'arte, e Gary, guida sui bus turistici di Chicago, si conoscono durante una partita di baseball e da li scatta la scintilla che li porta a vivere assieme e ad acquistare un appartaenento in centro città.
Col passare del tempo, la storia d'amore iniza ad avere qualche problema e ciò si ripercuote sulla loro convivenza, non riuscendo più a vivere insieme sotto lo stesso tetto in tutta felicità, ma nessuno dei due ha intenzione di lasciare l'appartamento.
Inizia così una estenuante lotta per convincere l'altro ad andarsene, anche con l'aiuto di consigli da parte di amici, parenti ed estranei. Ogni rimedio o tattica non sembra però sortire effetto e i due sono costretti alla convivenza forzata. Tuttavia, tra un dispetto e un litigio, Brooke si rende conto che una speranza per la loro unione forse c'è ancora...

La definirei commedia da tempo uggioso.
Il film risulta un po' lento, molte situazioni sono divertenti, anche per il fatto che si vedono le indoli dell'uomo, pigro e bambinone, e della donna, sò tutto io e faccio tutto io, da un punto di vista da osservatore.

Voto: 6

PS. Il proseguo del film potrebbero chiamarlo "Ti odio, ti lascio, tièèèèèè!"

Il film è ambientato nella Los Angeles del 1947. Due poliziotti, Blanchard e Bleichert, due ex pugili chiamati rispetivamente Mr. Fuoco e Mr. Ghiaccio entrati in polizia e facenti parte di una squadra omicidi molto importante, indagano sulla misteriosa morte di Elizabeth Short, una ex prostituta ora aspirante attrice, nota anche come Dalia Nera. I due poliziotti dopo aver scoperto che il fidanzato della vittima non é del tutto estraneo ai fatti si rendono conto che anche all'interno della polizia c'é qualcuno che non vuole far luce completamente sull'omicidio. Mentre Blanchard è sempre più preoccupato perché il raccapricciante omicidio minaccia la sua relazione con Kay, la sua compagna, il suo partner Bleichert si sente sempre più attratto dalla enigmatica Madeleine Linscott, figlia di uno degli uomini più importanti della città i cui lineamenti ricordano la Dalia Nera, che si rivela stranamente legata alla vittima.

Il film non mi ha entusiasmato molto, ad alcuni tratti un po' lento e tende ad annoiare lo spettatore.
Molto interessante la fotografia, contribuisce a dare colore alle diverse situazioni.

Voto: 6,5

Tempo neanche una settimana ed ecco riaprirsi il cantiere di via Umberto I!
Le oscenità sono state rimosse! Che forse le più alte outorità si siano accorte di loro obrobri fatti o le lamentele si sono fatte sentire? Chi lo sà! L'importante è che i fondi delle auto non siano più a rischio.

Maniago, la viabilità è al collasso!
Non so se avete fatto un giro, negli ultimi giorni, per le nuove meravigliose strade maniaghesi che il nostro sindaco ci ha regalato.. ma se lo avete fatto di certo avrete notato gli obrobri urbanistici presenti.

Già tempo addietro abbiamo potuto ammirare la "rimodernizzazione" di piazza Italia, che grazie alle meravigliose opere compiute ha visto una riduzione considerevole di posti auto e di frequentatori, oltre che alla completa distruzione della semplicità di percorenza del centro.

Oggi possiamo vantare, anche, di avere una viabilità veramente disatrosa.
Siamo arrivati ad una situazione in cui i marciapiedi sono più ampi della carreggiata stessa, i sensi unici ci obbligano a compiere kilometri e kilometri per raggiungere una locazione posta dietro l'angolo, i rallentatori posti in via Umberto I sulla salita antestante la "Trattoria alla Casasola" e davanti "al Cacciatore" fanno perdere un sacco di tempo per varcarli in quanto, vista la loro notevole entità, obbligano ad arrestare la macchina e scavalcarli in prima altrimenti possiamo dire addio alla vernice dei paraurti (in certi casi anche al fondo della macchina) ed una inevitabile conseguenza di ciò è il crearsi di code solo per superare un dosso rallentatore e se ci pensate bene, se incontrate una bicicletta in via Umberto non potete sorpassarla fino al congiungimento con via Piave.. e adesso cosa possiamo fare?

Mi sembra impossibile che non ci si possa accorgere di tale obrobri, la viabilità è veramente stravolta! E non solo riferendomi a via Umberto e piazza Italia, ma anche con un occhio alla nuova rotonda posta tra via Dante ed il teatro Verdi e la zona di piazzetta Trento.

Secondo me la viabilità è stata modificata appositamente per appoggiare la finanziaria del centro sinistra, così ognuno di noi, per non rovinare cerchi e paraurti dovrà comprare un SUV e pagare la sovratassa!

Siamo alla frutta! Speriamo che il caffè non sia troppo amaro..